
ANTICHITA' DE MATTEI
LO SAPEVATE CHE.....
L'origine delle uova di Fabergé
L'origine di queste preziose uova fu dovuta ad un dono d'amore imperiale.
Tutto ebbe inizio nel 1885, quando lo zar Alessandro III scelse un regalo unico per il ventesimo anniversario di fidanzamento con la moglie, Maria Dagmar di Danimarca: un uovo di Pasqua preziosissimo. L'incarico fu affidato a Peter Carl Fabergé, appena nominato orafo ufficiale della corona.
Il primo esemplare era un capolavoro di ingegno: un uovo di smalto bianco che, come una matrioska, nascondeva al suo interno un tuorlo d'oro, una gallina dorata e, in origine, una mini corona imperiale con rubino. Questo successo diede il via a una tradizione leggendaria: fino al 1917, Fabergé realizzò 57 uova imperiali, ognuna caratterizzata da materiali rari e sorprese meccaniche ispirate alla simbologia russa.
Chi era Peter Carl Fabergé?
Nato a San Pietroburgo nel 1846 e figlio d'arte, Peter Carl perfezionò la sua tecnica viaggiando in tutta Europa. Dopo aver ereditato l'azienda di famiglia nel 1882, la trasformò in un marchio di prestigio internazionale. Il suo talento colpì lo zar durante un'esposizione a Mosca, consolidando un legame che avrebbe reso le sue creazioni icone eterne del lusso e dell'artigianato artistico.
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Cosa sono gli " ex voto" e perchè questo nome?
La parola deriva dalla locuzione latina ex voto suspecto che significa “secondo promessa fatta” o “da promessa fatta”.
Sono oggetti dati in dono ad una divinità, a Dio, alla Madonna o ai Santi “protettori”, per una grazia ricevuta indicata con l’anagramma P.G.R. Venivano realizzati quasi sempre da artisti anonimi, con vari materiali (gesso, piombo, argento...) in risposta ad un “voto”, da vovere, ossia un obbligo liberamente assunto con la divinità oppure come promessa alla divinità o come atto di religione. Ne esistono di due tipologie: per richiedere una grazia e solitamente sono rappresentazioni di parti del corpo o di figure umane (arti, cuori, statue), o per grazia ricevuta e in questo caso possono essere quadretti dipinti raffiguranti la scena del miracolo o oggetti preziosi. Tra il Quattrocento e l’Ottocento assunsero la forma di tavolette votive in cui venivano rappresentati alla base il miracolo e nella parte alta il santo che lo ha compiuto.

Era davvero un essere vivente?
Si sostiene che questo particolare Hustomte sia stato trovato, già mummificato, nel muro di un fienile in Svezia nel 1866, con una nota che recita " Questo piccolo gnomo domestico fu trovato da mio padre, Jan Peter Peterson, nell'inverno del 1866 all'interno del vecchio muro del fienile. Era già senza vita, di Jacob Petersson. "
La maggior parte dei siti affermavano che si trattasse del corpo mummificato naturalmente di uno gnomo domestico svedese chiamato "Hustomte" (gli Hustomte sono piccole creature legate alle fate che si ritiene costruiscano le loro case con le persone purché queste siano mantenute completamente pulite e la famiglia sia molto parsimoniosa; portano fortuna alle famiglie che le occupano).
Ma di cosa si tratta in realtà?
Sveliamo il mistero, lo gnomo è opera di un artista di scena svedese di nome Jacob Peterson, (ironicamente, le persone che hanno recuperato questa immagine su Pinterest hanno erroneamente incluso nella descrizione della foto "di Jacob Peterson" come se fosse parte della nota nella scatola, in realtà era un riferimento all'artista che ha creato la figura).
L'artista ha poi pubblicato le sue foto sul suo sito web Deviant Art per la prima volta nel 2008, per poi pubblicarle anche sul suo sito web Curiomira nel 2009....

Perchè i letti medioevali erano così alti?
Il letto medievale si presentava piuttosto alto, sebbene l’altezza delle persone dell’epoca non fosse mai elevata anzi, tutt’altro, questo rendeva necessario, accanto al letto, la presenza di uno sgabello simile ad un gradino per favorire la salita e la discesa.
Il motivo, molto semplice è, che per le precarie condizioni igieniche, era frequente la presenza di topi anche nelle stanze da letto. Era dunque opportuno durante il riposo ergersi il più possibile così da evitare che ospiti indesiderati potessero venire a contatto con il corpo e soprattutto con il volto.

Quando un oggetto diventa di antiquariato?
Un oggetto "d'antiquariato" risale a più di 150 anni fa; ciò che è stato realizzato dopo il 1850 si considera d'epoca, mentre gli artefatti di produzione più recente sono modernariato o vintage. Mobili, soprammobili, dipinti, argenteria, porcellane, cristalli, statue, orologi antichi vengono apprezzati e collezionati perchè sono esemplari unici o rari, hanno attraversato i secoli e sono ricchi di fascino e stile. Provengono da epoche lontane in cui ogni cosa veniva realizzata a mano, e perciò ogni pezzo è diverso e racconta un frammento di storia dell'umanità in un modo del tutto particolare. Costruiti prima della produzione industriale, sono fatti per durare nel tempo, hanno una struttura solida e materiali resistenti, sono curati nei minimi dettagli e hanno decorazioni particolari e ricercate.
Un antico tablet
In una delle numerose navi di epoca bizantina, ritrovate in un sito archeologico negli scavi di Yenikapi, (quartiere dell'odierna Istanbul) sulla sponda europea del Bosforo, esattamente in un antico porto commerciale fatto costruire alla fine del IV secolo d.C., dall'Imperatore Teodosio I, sono state rinvenute una serie di tavolette di legno sovrapposte, che per dimensioni, funzionamento e modalità d'uso ricordano molto un moderno tablet.
L'oggetto in legno, che risale a circa 1200 anni fa, ha una "copertina" finemente decorata, apparteneva probabilmente al capitano della nave. Le sue dimensioni dicevamo sono le stesse di un tablet di sette pollici, ma lo spessore è maggiore: è formato, infatti, da cinque pannelli rettangolari con i bordi scolpiti, ricoperti di cera. Tavolette pensate per prendere appunti durante il viaggio, come dimostrano le scritte in greco ancora leggibili sui vari strati, un
“taccuino di viaggio”
Nel pannello inferiore dei cinque, c'è un coperchio di legno scorrevole rivela un piatto con alcuni spazi scavati e quelli che dovevano essere piccoli pesetti. Si tratterebbe, secondo il direttore degli scavi, di un saggiatore, una sorta di bilancino di precisione che veniva utilizzato per valutare il contenuto di metalli preziosi degli oggetti scambiati durante i commerci della nave mercantile, una specie di "app" ante litteram.
Ciascuno dei cinque pannelli presenta quattro buchi, disposti due a due, nei quali dovevano passare le strisce di pelle usate per tenere insieme le tavolette. La nave su cui è stato trovato l'antenato dei "tablet" risale al IX secolo e doveva servire a trasportare merci attraverso il Mar Nero.
Photo credit: Ufuk Kocaba
